Sardegna Medievale - ebook d'arte

23 11 2013 - Saccargia: Presentazione eBook "Saccargia" e "Il Condaghe segreto"

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23 11 2013 - Saccargia: Presentazione eBook "Saccargia" e "Il Condaghe segreto"
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L'intervento di FERNANDA POLI e il link dell'evento su Facebook

Da sinistra la coordinatrice dell'evento Antonella Licheri e la Storica dell'arte Fernanda PoliChi di noi non ha mai provato timore reverenziale di fronte ad un elegante libro d’arte cartaceo, illustrato con belle fotografie colorate ma criptico nel linguaggio, dunque riservato a pochi eletti. Tutti. Anche coloro che hanno poi ‘sudato’ anni e anni per entrare in quel club di iniziati.

Eppure l’arte di ogni tempo è lo specchio fedele della nostra storia: perciò perché rifiutarla aprioristicamente. Paura di guardarci in quello specchio e non riconoscerci per quel che siamo: il prodotto ultimo (fino a questo momento) della nostra storia. La responsabilità di questo rifiuto è nostra, di noi Autori perché una volta diventati tali dimentichiamo quel tempo lontano in cui venivamo guardati con sufficienza dai ‘giganti’ di allora.

Come ovunque in Italia anche la Sardegna possiede un giacimento di opere d’arte purtroppo ingiustamente poco conosciuto non solo fuori dall’isola ma anche dai Sardi. Da questa constatazione è partito il nostro progetto di diffusione/conoscenza del patrimonio artistico locale. Meticcio si dirà viste le colonizzazioni continue del territorio. Ma questo ragionare non ha senso storico poiché tutto il patrimonio culturale cosiddetto italiano si è fuso/confuso nei secoli passati con quello dei popoli del Sud e del Nord che invadevano il paese ed è stato sempre da entrambe le parti un prendere e lasciare cultura.

Stasera siamo qui a guardare il passato medievale che in Sardegna ha dato il meglio di sé. Questa basilica, nata nel XII secolo, affrescata alla fine di quel secolo, è stata troppo restaurata per parlarci chiaramente di sé, del suo e nostro passato. Ma comunque per chi impara a ‘leggere’ le pietre, gli affreschi e soprattutto le sculture superstiti, i loro segreti diventano comprensibili e ci parlano ancora delle sue origini antiche, del suo crescere come architettura, della comunità monastica che l’abitava e cambiava anche le genti che i piccoli villaggi dei dintorni ad essa facevano riferimento. Sicuramente non è facile capire l’architettura: ci vuole una certa esperienza di lavoro sul campo. Ma questo vale anche per la pittura e la scultura, che solo apparentemente sembrano più comprensibili perché la immediatezza delle immagini è più palpabile. Ma così non é.

Da sinistra lo scrittore e giornalista Vindice Lecis, la storica dell'arte Marisa Porcu Gaias, la coordinatrice Antonella Licheri, la Storica dell'arte Fernanda Poli e Don Francesco Tamponi (Direttore Ufficio Beni Culturali Diocesi Tempio - Ampurias)Alle mie spalle potete vedere il ciclo affrescato noto in tutta Europa e importante perché ritenuto fino a qualche decennio fa l’unica testimonianza di pittura murale medievale in Sardegna. Poi in realtà vennero Bonorva (riscoperta), Galtellì e soprattutto San Nicola di Trullas a Semestene, il più alto per qualità pittorica e conservazione.

Nel nostro ciclo sappiamo che sono narrate storie della Passione, ma dobbiamo imparare con l’aiuto dei testi a conoscere il loro valore simbolico: Cristo in Maestà senza il Tetramorfo (dunque non apocalittico), la processione degli Apostoli e la presenza infrequente di Maria; chi sono i personaggi di contorno; chi ne fu l’autore o meglio la provenienza della bottega che operava qui nel Medio Evo nell’isola, il tempo della loro esecuzione. A tutto questo risponderà l’e-book, se avrete la pazienza di leggerlo.

Ma per riassumere velocemente, in considerazione del poco tempo a disposizione, diremo che la basilica venne fondata, secondo una pia leggenda, da Costantino (m. 1127), giudice di Torres, e dalla moglie Marcusa de Gunale a scioglimento di un voto per un figlio sano. Desiderio che si realizzò: misero al mondo Gonario, forse il più grande sovrano di Torres, fattosi monaco cistercense dopo avere abdicato, sembra ancora vivo nel 1178.

Lo scrittore e giornalista Vindice Lecis, presenta il suo ultimo romanzo "Il condaghe segreto"L’inizio dei lavori si dovrà porre nel primo trentennio del XII secolo, preceduto da una fase altomedievale corrispondente al braccio settentrionale del transetto , dopo che chiesa e proprietà pertinenti erano state affidate ai monaci camaldolesi. Alla prima fase del rinnovamento appartengono il transetto con le tre absidi e la parte contigua dell’unica navata.

L’allungamento dell’edificio (seconda fase) è evidente nella cesura muraria visibile a metà circa della lunghezza forse risalente al decennio 1170-80. A questo momento appartiene la torre-campanile, ma è quasi interamente di ricostruzione. La facciata a listature bicolori arabeggiante, ereditata da Pisa forse via Pistoia, è opera dei restauratori di fine Ottocento, ma il modello originario è in quella parte superstite conservatasi sotto il portico. Alla terza fase ancora medievale appartiene il portico (1180-90), manufatto raro in Sardegna, edificio forse eretto per volere di Barisone, nipote del fondatore, che abdicherà nel 1191. La quarta fase ma non più medievale (XV secolo) è la cosiddetta cappella della Maddalena/sacrestia, struttura realizzata in prolungamento del braccio settentrionale del transetto.




Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Aprile 2014 12:51 )  
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