Sardegna Medievale - ebook d'arte

Le scene della Passione di Cristo negli affreschi di Saccargia

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Saccargia - Una scena della passione di cristoIl primo pannello, a sinistra, raffigura l’Ultima Cena, momento della ‘Passione’ in cui Cristo istituì il sacramento dell’Eucarestia. Su un pavimento a piastrelle decorate a fioroni, identici a quelli rossi-ocra del suppedaneo di adorazione del trono del ‘Cristo in maestà’ (le troviamo anche a Galtellì), piastrelle che il pittore tenta inutilmente di rendere in qualche modo in fuga prospettica, i divini commensali si dispongono sull’avampiano intorno ad una tavola, ridotta ormai ad una superficie bianca di forma quadrangolare da cui sono scomparsi cibi e stoviglie. Il Redentore è a sinistra (il posto d’onore nella tradizione bizantina), seduto anche se non è facile distinguere lo sgabello. Giovanni chiude gli occhi e poggia il capo sul cuore del Cristo: la conoscenza delle cose divine e dell’amore di Dio si acquista solo in trance.

A seguire in semicerchio (memoria della mensa semicircolare bizantina), incontriamo San Pietro e gli altri Apostoli: sette sono posizionati al di là della mensa, due sul lato destro forse seduti come quello posto al di qua del tavolo su seggi-fantasma; infine Giuda genuflesso, non ancora totalmente isolato come sarà poi quasi sempre a partire dall’età gotica. Solo il capo del Cristo è circondato da una grande aureola dorata e crociata, mentre nessuno degli altri protagonisti sembra avere nimbi (per quello che precede il traditore il restauratore ha disegnato un cerchio evanescente). Il fondale è frazionato dalla presenza di quattro colonnine, una delle quali richiama il marmo a venature ondulate di colore rosso-ocra: insieme ai capitelli con rari decori superstiti, denunciano la loro ascendenza miniaturistica altomedievale. Su di esse è posato un architrave chiaro (di restauro) al di sopra del quale spuntano i tetti di tre edifici. Uno è rosso, coperto forse da embrici e frontonato; quello centrale è una cupola di colore giallo uniforme; quello verde trapezoidale presenta due filari dei soliti motivi fogliati. Cristo è barbato e porta capelli lunghi che gli scendono dietro la nuca; indossa una tunica forse in origine purpurea, colore di fuoco e di sangue degli imperatori bizantini ma anche della ‘Passione’, e un pallio oggi marrone, allusione alla tristezza. Notiamo come anche qui per indicare l’orlo del panneggio sia presente lo stilema della ‘freccetta’, osservato nella ricordata Croce n. 15 di Pisa (stessa scena, bordo della tovaglia). Lo sguardo assente ignora il gesto che sta compiendo, la comunione empia di Giuda: il traditore annunciato si porta la mano alla bocca (il pezzo di pane è scomparso). I discepoli, così come il Salvatore, sono ritratti di trequarti, mentre Giuda è di profilo, rappresentazione riservata ai carnefici o ai traditori almeno fino a Giotto (o comunque a figure secondarie, ma non è il nostro caso): un profilo che richiama da vicino quello di uno degli assassini all’opera nella ‘Strage degli Innocenti’ a Galtellì.

Tratto dall'ebook: Saccargia - Il complesso monastico camaldolese della SS. Trinità di Fernanda Poli.



Ultimo aggiornamento ( Domenica 31 Agosto 2014 14:02 )  
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