Sardegna Medievale - ebook d'arte

Bosa, la moda trecentesca negli affreschi di Regnos Altos

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È certo che il modo di vestire degli italiani subì un improvviso cambiamento negli anni tra il 1335 e il 1340, cambiamento che le arti figurative cominciarono a registrare solo dopo il 1345. Secondo taluni cronisti scandalizzati che scrivevano intorno al 1340 [il domenicano milanese Galvano Fiamma, il fiorentino Giovanni Villani, l’anonimo autore della ‘Vita di Cola di Rienzo’] la nuova moda veniva per lo più considerata come importata dalla Catalogna. Andavano scomparendo le tonache larghe comode e ‘oneste’, lunghe fino ai piedi con colli alti e rigidi del buon tempo andato in uso da secoli. Al loro posto si cominciarono a preferire quelle scandalose gonnelle che scoprivano quasi le natiche con cinture molto basse rispetto al punto della vita: inutile fu ogni tentativo di impedirne la diffusione.

Abbandonate le ‘orme dei loro padri’ i giovani, che per primi le adottarono, acquistarono così ‘aspetti alieni’ ed equivoci almeno dal punto di vista dei benpensanti. Ad ogni buon conto nessuna grida poté fermare il nuovo gusto e solo gli anziani e i personaggi di riguardo continuarono ancora per qualche tempo a indossare le vecchie palandrane: verso la metà del Trecento le giovani generazioni avevano ormai adottato senza eccezioni, e forse anche senza più scandalo, la foggia del vestire ‘alla catalana’: gli incredibili ‘becchetti del cappuccio’ della corta mantellina; i ‘manicottoli’ orlati di vaio lunghi fino a terra; le ‘calze solate’ dalle punte inverosimilmente lunghe e sottili, imbottite di crine perché non si piegassero con l’uso.

Ma ciò che più faceva sobbalzare di indignazione era il ritorno, dopo decenni di abbandono, della barba: una barbetta corta curata raffinata che spuntava di nuovo sulle guance dei ragazzi ricordando ai bacchettoni gli ‘uomini di penitenza’. Alcuni protagonisti dell’‘Incontro tra vivi e morti’ del Camposanto pisano se la sono già fatta crescere senza tema di somigliare agli eremiti, che proprio nella stessa composizione la portano in realtà lunga e incolta.

La moda femminile aveva da tempo cominciato ad adottare fogge straniere importate da mariti o padri mercanti, ma certamente le vesti aderenti al corpo, con cinture portate basse [vedi la Santa Caterina di Giovanni da Milano circa 1354; Prato, Galleria Comunale] e le scollature vertiginose che facevano vibrare di indignazione i più severi conservatori si affermarono decisamente in questi anni, tanto che anche le sante vergini e la stessa Madonna venivano raffigurate con timidi scolli in omaggio alla moda.

Tratto dall'ebook: Bosa Medievale di Fernanda Poli.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Aprile 2014 12:37 )  
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Rossella Fadda e Fernanda Poli

di Sardegna Medievale, al lavoro

all'interno dalla Basilica di San Gavino

a Porto Torres. Oggetto del set di riprese

fotografiche è la Lunetta del portale

settentrionale della chiesa

(quella posizionata all'esterno è una copia)






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